Frank & Tony: forbici e filo

F&A1Le apparenze, si sa, ingannano, e nel fumoso mondo della musica elettronica, spesso, illudono e confondono. E’ cosi che dietro ad un moniker facile e sbrigativo,”Frank & Tony”, ci ritroviamo Francis Harris (Adultnapper vi dice niente?) e Anthony Collins: oltre un decennio a testa di produzioni, dj set, live set “total analog”, sperimentazioni audio visive, soundtrack per rappresentazioni teatrali con annessi elogi del New York Times, elettronica d’essai, cassa dritta e basso duro, clubs, festival, nuovo e vecchio continente. Il tutto senza mai essere banali, prevedibili o ripetitivi. Midas touch. Un intero dorato mondo musicale tenuto insieme con forbici e filo, Scissor & Thread, come per magia. E il mondo, si sa, è bello perchè è vario. Così ogni release della Scissor & Thread può abbracciare coerentemente deep, ambient, tek e indie, con sfumature di leftfield e synth pop, fino ad arrivare alla ballad acustica, con tanto di chitarra e archi. Che siano le 4 del mattino in pista o le 6 del pomeriggio in spiaggia, insomma, la proverbiale cassa dritta non ha sempre il ruolo di protagonista scontato. Anzi. Ciò che le forbici dividono, il filo unisce: equlibrio musicale.Francis Harris e Anthony Collins sono due artisti versatili, illuminati, imprevedibili. E la loro giovane etichetta è una pregiata miscela della più raffinata e ispirata musica elettronica. Cerchiamo di capire con loro da dove viene questa alchimia, partendo dal principio, dall’origine. Luogo e data di nascita: Dove vi siete conosciuti e come è nata la Scissor & Thread?Ci siamo incontrati ad uno show a Miami. A quel tempo stavamo entrambi per presentare le nostre nuove etichette. Ma quando abbiamo iniziato ad ascoltare musica insieme e poi a lavorare alla nostra prima traccia, “Worked”, ci è sembrato evidente che una collaborazione stabile fosse più opportuna: erano nati Frank & Tony e la Scissor & Thread. Sin dall’inizio è stato qualcosa di naturale, spontaneo, come se avessimo raccolto la nostra etichetta da un albero, o qualcosa del genere!Il successo di un’etichetta dipende dalla qualità dei suoi artisti, certo, ma la sua consacrazione dipende dall’identità che l’etichetta riesce a costruirsi e a mantenere, uscita dopo uscita. Quale è il tratto comune a tutte le vostre uscite, l’identità della Scissor & Thread? Come definireste la vostra etichetta?

Crediamo semplicemente nell’idea di scrivere grandi canzoni, siano esse tagliate per il club, o pezzi sperimentali o prettamente cantati, non importa. Vogliamo solo che le nostre release abbiano una loro reale e riconoscibile identità musicale.

Come scegliete gli artisti da produrre e come gestite il rapporto con loro?

Ogni artista che abbiamo prodotto lo abbiamo conosciuto tramite amici comuni. Abbiamo la fortuna di far parte di una comunità di musicisti incredibili. Non ci piace la parola “management”, è in un certo senso troppo formale: tendiamo a pensare che il nostro rapporto con gli artisti sia parte di una sinergia naturale, che cresce costantemente insieme al lavoro che facciamo in studio.

Scissor & Thread non è stata concepita per sfornare EP deep/tech da dare in pasto al mercato digitale “usa e getta”: il più delle volte si tratta di veri e propri album, nel senso più “indie/pop” del termine. Un unico magico percorso musicale, dalla prima all’ultima traccia. Da dove nasce questa scelta? Sentite l’esigenza di allontanarvi dai dance floor o volete “educare” un dance floor, spesso disattento e grossolano, a sonorità più ricercate e meno sbrigative? In altre parole, esiste per voi il confine tra la pista e l’ascolto “privato”?

Tornando al discorso di prima, la nostra passione è la musicalità. Indipendentemente dalla presenza di un dance floor. Quello che conta è la longevità delle nostre produzioni e parte integrante di questo, è una dedizione incessante alla musica e al processo necessario a produrla. Questo non ha nulla a che vedere con l’educazione musicale di qualcuno. Noi non siamo maestri della musica, né avremmo il coraggio di asserire che sappiamo qualcosa a riguardo. Il grande Steve Albini ha detto una volta che il momento in cui si sa esattamente cosa si sta facendo, è il momento in cui si smette di essere un produttore, artista. Perchè non è rimasto alcun mistero. Solo ego. Quindi non possiamo dirvi quello che stiamo facendo, producendo, elaborando, precisamente in ogni momento, ma possiamo dirvi che siamo sempre appassionati e sempre curiosi di vedere fin dove possiamo arrivare esplorando la nostra immaginazione musicale.

Le vostre release sono uscite puntualmente anche in vinile. Nell’attualissima disputa vinile vs. digitale, da che parte vi schierate?

Per noi dipende dalla release. Crediamo che il vinile come formato sia un bene per un certo tipo di sound. A volte non ha senso pubblicare qualcosa su vinile. Talvolta però, dato il valore della produzione e la qualità del sound, è un abbinamento perfetto. Siamo molto interessati al formato specifico della musica. Perchè sul serio, pensare al formato, costringe a pensare al processo di produzione. Il processo di produzione si presta ad un formato fisico, al vinile? Ha senso far uscire su vinile, musica che viene prodotta in digitale? Direi di no.

Quali sono i progetti e gli obiettivi della Scissor & Thread per questo 2013?

Il 2013 sarà un anno emozionante per l’etichetta, abbiamo tre release in uscita nei prossimi mesi: la prima è l’incredibile EP di Black Light Smokes, “Rough cuts”, destinato a fare parecchio “rumore”. Dopo di che sarà la volta di Bob Moses con l’EP “Far From The Tree” e dell’EP di Francis Harris da “solista”, remixato da Dj Sprinkles, in quello che sarà il primo singolo del suo imminente album “Ann”. Abbiamo anche sin uscita un indie label sampler, destinato ad un ascolto più “individuale/casalingo”, con protagonisti alcuni dei nostri nuovi artisti, e chiaramente continueremo sia a lavorare alle nostre produzioni come “Frank & Tony”, che a curare le releases della nostra digital label “Natural History” (prossima uscita: l’EP da “solista” di Anthony Collins). Infine abbiamo in programma numerosi label showcase nel Nord America, per poi spostarci in Europa questa estate.

Parliamo un pò di Frank & Tony con Francis e Anthony; le vostre biografie, featurings e produzioni, descrivono due artisti simili eppure molto diversi: Francis il compositore eclettico, lo sperimentatore, Anthony il dj producer dal talento cristallino, il clubber. E’ solo apparente questa differenza di backgrounds o gioca un ruolo importante nella vostra collaborazione?

La nostra è stata un’esperienza molto gratificante finora, c’è molta complementarità fra di noi. Anthony ha uno spiccato intuito quando si tratta di dance floor. Alla Scissor & Thread lo chiamiamo il re degli edit: prende un arrangiamento, un hook e qualche altra “idea” sparsa, e trasforma sempre il tutto in qualcosa che funziona perfettamente per il dance floor, il che, per “Frank & Tony”, è essenziale.

Aspetto tecnico: come nasce una vostra traccia e qual è il vostro setup in studio? Analog o Vst? E nelle vostre gigs, preferite il live o il dj set?

Il nostro studio è un misto di analogico e digitale: Ableton e Logic, Roland 727 e 707, MFB 522, Studio Electronics SE-1, Nord Lead 2, Sequential Circuits six-tack, e qualche compressore vintage come il DBX 160. Entrambi siamo dj, e, per entrambi, il djing è importante tanto quanto il lavoro di producer. I live set sono parte del “piano”, ma li intendiamo come esibizioni concettuali e speciali per il pubblico all’interno dei nostri dj sets, che rimangono la prerogativa principale.

La vostra etichetta è a Brooklyn, ma entrambi vi siete esibiti nei migliori club d’Europa: quali sono le differenze fra le due “scene”, tra i club e i clubbers del nuovo e del vecchio continente?

Girare oggi con le nostre perfomances per gli States è incredibile. C’è così tanta passione per la musica rispetto anche solo a pochi anni fa. E’ difficile fare un confronto perchè uno show può essere più o meno speciale, indipendetemente dal “continente”. Quello che conta è l’ energia! E noi abbiamo sempre avuto la fortuna di lavorare e di esibirci per persone che condividevano la nostra stessa passione per la musica, questo fa funzionare le cose sempre, sin dall’ inizio, con la giusta energia. Siamo persone appassionate, innamorate di quello che fanno, alla ricerca continua di altra gente con la stessa passione, con lo stesso amore per la musica. Ci piace pensare di condividere questa passione con i promoters e le persone per cui suoniamo. Finora è sempre stato cosi’ e la maggior parte delle volte in cui abbiamo suonato in Europa, Nord o Sud America, sono state esperienze grandiose. Speriamo continui cosi!

Per concludere, cosa aspettarsi dal vostro futuro? sempre più “Francis Harris” e “Anthony Collins” o sempre più “Frank & Tony”?

Data la nostra natura ossessiva in studio, credo proprio ce ne sarà per tutti e tre: in uscita ci sono due EP per Mr. Collins, due singoli e un album per Francis Harris, due singoli e un album per “Frank & Tony”… Può bastare?

 

[uk] Frank & Tony: Scissors & Thread

F&A2

Appearances, you know, can be deceiving, and in the smoky world of electronic music, often can be confusing too. So can happen that behind an easy moniker, “Frank & Tony,” we find Francis Harris (Adultnapper) and Anthony Collins: more than a decade of productions, dj sets, live set “total analog”, experimental audio/visual shows, soundtrack for theater act earning praise from the New York Times, musique d’essai, straight drum kick and deep bass, clubs, festivals, new and old continent. Without ever being predictable or repetitive. Midas touch. A whole golden life of music cut up with the Scissor and held together by the Thread, magically. But variety is the spice of life. So each release on Scissor & Thread can be at the same time deep, ambient, indie or tek, with a bit of synth pop and leftfield. Or something totally different, like an acoustic guitar ballad. So, it’s 4 am on the dance floor, or 6 pm at the beach, the 4/4 drum beat is not the leading actor. What the Scissor cut, the Thread held together. Musical balance.

Francis Harris and Anthony Collins are two eclectics, versatile, umpredictable, artists and obviously their young label is a fine blend of the best inspired electronic music. We’ll try to catch her alchemy starting from going back where it all began: place and date of birth. How you both met and started Scissor & Thread?

We met at a show in miami. At the time, we were both about to launch our own labels. Once we started listening to the music, then collaborating on our first Frank&Tony track, “Worked”, it became clear that a partnership was in order. Its been such an easy and organic experience from the very beginning, as if we just plucked the label from a tree or something cheesy like this!

The success of a label depends on the quality of its artists and on the identity builded by the label itself, year by year. What is the common feature of your releases, the identity of Scissor & Thread? How would you describe your label?

We just trust in the idea of great songwriting, whether that be in a club cut, an experimental piece, or straight up singer/songwriter material. We just want everything we release to have a real musical identity.

How do you choose the artists you produce and how you manage your relationship with them?

Every artist we have signed has come through mutual friends. We are lucky to be part of a community of many incredible musicians. Managing, we think, is too formal in a sense. We tend to think that our relationships with our artists are part of a natural synergy that grows organically in the work we do together in the studio.

Scissor & Thread is definitely not the label that cranks out deep/tek ep for the feeding needs of the digital market monster. Most of the time we got real albums, i mean something like and “indie/pop” album, not a typical dance release. An entire magical music journey, from the first till the last track. Why this choice? You feel the ‘need to take a distance from the “dance-floor”? or you want to “educate” a dance floor very often a bit rude, to more sophisticated and less noisy sounds? In other words, there is for you a boundary line between the dancefloor and the single listener? And if there is, where is S. & T. located?

Tying back to what we mentioned before, we are passionate musicality. This may or may not involve a dance floor. Whats most important is longevity and an integral part of this, is a unrelenting dedication to music and the process one takes to make it. This has nothing to do with educating anyone. We are not teachers, nor would we be so bold to even assume that we know anything. The great Steve Albini once said that the moment you know exactly what you are doing is the moment you stop being a producer and artist. There is no mystery left. Just ego. We can’t tell you exactly what we are doing at any moment, other than the fact that we are always passionate and always curious to see how far we can stretch and explore our imagination in the music and in our imprint.

You’ve come out everytime with the digital version and the Vinyl of your releases. Nowadays is a brave choice digital vs. vynil, who do you stay with?

For us, it depends on the release. We feel the vinyl format is good for a certain sound. Sometimes it doesn’t make sense to release something on vinyl. sometimes given the production value and sound, its a perfect match. We are very much interested in format specific music. Really thinking about the format, forces one to think about the process. Does the process lend itself to a physical format? Is there a point in releasing music that is made digitally on record? I would say no.

A classic: goals and plans of Scissor & Thread for this 2013 and for the years to come?

2013 is going to be a really exciting year for the imprint. we have 3 full scissor and thread releases coming in the next months. The first is black light smokes incredible “rough cuts” ep, which is really going to make some serious noise in the coming months. Following this will be Bob Moses’ ep “Far from the Tree”, then a solo Francis Harris ep w/ DJ Sprinkles on remix (this will be the first single off of his forthcoming album entitled “Ann”) In addition to this, we have an indie label sampler coming featuring some of our new artists with a much more indie/home listening edge, all the while continuing our own output on Frank&Tony as well as our digital label “Natural History” (next release: Anthony collins solo ep). On top of all this, we are planning numerous label showcases throughout North America, then moving on to Europe over the summer.

Now let’s talk about Frank & Tony, with Francis and Anthony. Your biography, featurings and productions, tell us about two similar but yet very different artist: Francis the versatile and touching composer, Anthony the brilliant and talented dj producer. Are your different backgrounds playing an important role in your music?

Its been a really rewarding experience thus far, as we both bring a lot to the table in terms of complimenting each others abilities. Anthony has a really keen sense of how a dance floor works. At Scissor and Thread, we call him the king of the edit. He can take an arrangement and in no time bring together a magic in the flow, so it works perfectly once i have some rough ideas together and a few hooks, he can bring the composition together in way that really works for the dance floor, which, for Frank&tony, is the essential point.

Technical aspect: how do you work on a track and what is your studio setup? Analog or Vst? And in your gigs, do you feel to express better your sound in a live or in a dj set?

The studio is a mixture of analogue and digital. The basic set up, Logic/Ableton utilizing a Roland 727,707, MFB 522, Studio Electronics SE-1, Nord Lead 2, Sequential Circuits six track, and a few vintage DBX 160x compressors that have been our bread and butter for the sound. we both are djs. We take it as serious as we do production. Even live shows have been and will continue to be part of the plan, we like to think they will be special one off conceptual shows in between mostly dj performances, as for live audiences, this is where our main passion lies.

Your label is based in Brooklyn, but you both have performed, during the years, in the best clubs of Europe so far: tell us about the world of electronic music in the U.S.A., and the difference you perceive between the States and the european reality.

Touring in the U.S. is really incredible now. So much passion for the music as compared to even a few years ago. Its difficult to make comparisons like this, as we really don’t see the point. Usually a show is either great or not. Its all about the energy and, fortunately, the people who are booking us are passionate about what we do, as specific as it may be, which, in turn, starts things out with the right energy. We are very passionate people who are constantly seeking out those with a similar love for the music. We would like to think that the kind folks who book us, feel the same thing. Thus far, this has been true, as the majority of the shows we have played together in Europe, North, and South America, have been really special. Let’s hope it continues and grows from strength to strength!

Finally, what to expect from your future? It will be more “Francis Harris” and “Anthony Collins” or more “Frank & Tony”?

Given our obsessive nature in the studio, there will be plenty of all three. Two upcoming solo eps from Mr. Collins, two singles and an album from Francis Harris, and two singles and an album from Frank&Tony. Is that enough?